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Home Cultura

Record per Artemisia, autoritratto venduto per 5,7 milioni di dollari

di Redazione Espresso Italia
06/02/2026
Record per Artemisia, autoritratto venduto per 5,7 milioni di dollari

Un autoritratto di Artemisia Gentileschi (1593-1654) ha stabilito un nuovo record per l’artista al mercato dell’arte, venduto per 5,69 milioni di dollari (circa 5,23 milioni di euro) durante l’asta di Christie’s a New York. L’opera raffigura la pittrice come Santa Caterina d’Alessandria ed è uno dei soli cinque autoritratti conosciuti dell’artista, probabilmente il più antico. Si ritiene che Gentileschi l’abbia realizzato poco prima dei vent’anni, durante il suo soggiorno a Firenze tra il 1613 e il 1620. L’asta ha superato di gran lunga la stima iniziale di 2,5-3,5 milioni di dollari, segnando un aumento rispetto al precedente record d’asta per l’artista, fissato a 5,25 milioni di dollari nel 2019 a Parigi per il dipinto “Lucrezia).

L’autoritratto, recentemente in prestito al Nasjonalmuseet di Oslo, sarà anche richiesto per la mostra “Artemisia Gentileschi: The Triumph of Painting” prevista per febbraio 2028 alla Nivaagaard Collection in Danimarca.La notizia del record d’asta coincide con l’acquisizione da parte della National Gallery of Art di Washington di un’altra importante opera di Gentileschi, “Maria Maddalena in estasi” (circa 1625). Il dipinto raffigura la Maddalena in uno stato di profonda trasformazione spirituale ed è considerato vicino per soggetto a un perduto dipinto di Caravaggio del 1606. L’opera sarà esposta al pubblico a partire dalla fine di febbraio. Negli ultimi anni, Artemisia Gentileschi ha visto crescere notevolmente la propria fama, grazie all’impegno di musei e storici per valorizzare le artiste donne a lungo trascurate. La National Gallery ha sottolineato che l’acquisizione “amplia in modo significativo la collezione di pittura barocca italiana del museo, aggiungendo un’opera fondamentale di una delle artiste più celebri del XVII secolo”. L’acquisizione è stata resa possibile grazie a una donazione di Nina J. Cohen, in onore del padre Emanuel Cohen, e dal Patrons’ Permanent Fund. (di Paolo Martini)

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