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Casa Buonarroti accende i riflettori su Tiberio Titi con il restauro di un capolavoro

di Redazione Espresso Italia
31/03/2026
Casa Buonarroti accende i riflettori su Tiberio Titi con il restauro di un capolavoro

Dal 1° aprile al 30 settembre la Fondazione Casa Buonarroti di Firenze presenta la mostra “Michelangelo verso il mito. Dal restauro nuova luce su Tiberio Titi”, un’esposizione dedicata al celebre dipinto “Collocazione del busto di Michelangelo sulla tomba di Santa Croce” (1618–1620) di Tiberio Titi (Firenze, 24 dicembre 1573 – 10 agosto 1627), recentemente sottoposto a un importante intervento di restauro.

La mostra, curata da Cristina Acidini, presidente della Fondazione, e da Alessandro Cecchi, direttore della stessa istituzione, è prodotta dalla Fondazione con Opera Laboratori, che ha curato anche l’allestimento. Il progetto di restauro è stato reso possibile grazie al sostegno dei Friends of Florence, attraverso il contributo di Donna Malin, e realizzato dai restauratori Elizabeth Wicks e Lorenzo Conti. Il progetto grafico dell’esposizione è firmato da Sillabe.“Per la prima volta – ha dichiarato Cristina Acidini – si può osservare da vicino un’opera singolare, unica nel suo soggetto: nessun altro dipinto rappresenta la sistemazione finale di un monumento funebre dedicato a Michelangelo. Il restauro valorizza inoltre un artista poco noto ma di grande talento, quale fu Tiberio Titi”.Il dipinto, parte della decorazione della Galleria di Casa Buonarroti, documenta il programma celebrativo ideato da Michelangelo Buonarroti il Giovane per onorare la memoria del grande antenato. La tela, datata tra il 14 agosto 1618 e il 29 agosto 1620 grazie ai pagamenti registrati nei taccuini del giovane Michelangelo, raffigura la collocazione del busto marmoreo dell’artista sulla sua sepoltura nella Basilica di Santa Croce, avvenuta nel 1574. La scena mostra gli artigiani mentre sollevano il busto, osservati da Leonardo Buonarroti e dalla sua famiglia, e si caratterizza per contrasti di luce e ombra che richiamano suggestioni caravaggesche. Il restauro ha restituito al dipinto la brillantezza cromatica originale e ha permesso di approfondire la tecnica pittorica di Titi attraverso indagini diagnostiche e analisi scientifiche dei pigmenti. Per oltre quattrocento anni il dipinto era rimasto fissato a faccia in giù sul soffitto della Galleria, provocando deformazioni e crettature diffuse. La rimozione delle vernici ingiallite ha riportato alla luce dettagli finora invisibili, tra cui la firma dell’artista, e ha permesso di consolidare la tela con un adesivo naturale a base di alga giapponese purificata.“Friends of Florence è lieta di contribuire al restauro di questo dipinto fondamentale – ha sottolineato Simonetta Brandolini d’Adda, presidente dell’associazione –. Ringraziamo la Fondazione Casa Buonarroti e i restauratori per l’eccellente lavoro e la donatrice Donna Malin per il suo impegno costante a sostegno del patrimonio artistico fiorentino”. L’esposizione documenta anche il contesto storico e culturale della commissione, attraverso dipinti, documenti d’archivio e materiali preparatori come il bozzetto di Titi e i fogli autografi con la progettazione del soggetto. Video e pannelli illustrano le fasi del restauro, offrendo al pubblico una nuova lettura di un’opera centrale della collezione di Casa Buonarroti.Tiberio Titi, figlio del pittore Santi di Tito, fu attivo nella pittura religiosa e nei ritratti di corte, ereditando dal padre il ruolo di pittore della famiglia Medici. Oltre al dipinto della Galleria Buonarrotiana, tra le sue opere più note si ricordano l’Autoritratto agli Uffizi e diversi ritratti dei membri dei Medici, tra cui quello di Vittoria della Rovere da bambina.

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