“Una storia lunga oltre tre
millenni, dall’età del Bronzo all’età moderna, senza
interruzioni” custodita in un parco che insieme è sommerso e
costiero, una “fascia di costa antica che va immaginata in
continuità con ciò che resta a terra”. Così la docente di
UniSalento Rita Auriemma, direttrice scientifica del progetto,
presenta il parco sommerso e costiero di Porto Cesareo (Lecce),
inaugurato stasera e aperto al pubblico da domani. “A Scalo di
Furno – prosegue la docente – il villaggio dell’età del Bronzo
prosegue sott’acqua, con allineamenti murari e un lastricato tra
il promontorio e l’isolotto, a due o tre metri di profondità.
L’Isola della Chianca, oggi separata, un tempo era attaccata
alla terraferma. Terra e mare, qui, sono lo stesso paesaggio in
due momenti diversi”.
Gli studi sul sito, raccolta Auriemma, hanno permesso di
scoprire “un insediamento romano che viveva dello sfruttamento
delle risorse del mare”. Appaiono dei crolli, forse determinati
da un terremoto o da un maremoto, e poi “le anfore, alcune
intere, le lucerne, la ceramica da cucina, e un porta lucerne in
bronzo che era un oggetto d’arredo, non da magazzino”, dice la
docente. Sono inoltre state trovate 210 monete, con una
placchetta e un chiodino che fanno pensare a una cassetta di
legno andata perduta nell’incendio. “Le monete – evidenzia – ci
dicono che tutto questo accadde dopo il 364 dopo Cristo.
Qualcuno, quella sera, non ebbe il tempo di tornare a prendere i
suoi risparmi. Forse fu colpa del grande tsunami che si generò
sul fondo del mare al largo di Creta il 21 luglio del 365 d.C”.
In questo sito il mare custodisce una nave da carico
affondata tra il II e il III secolo con cinque colonne
monumentali in marmo cipollino imbarcato in Eubea. “Il carico di
anfore tripolitane – dice ancora la docente – oggi è diventato
una scogliera viva di flora e fauna”. E poi c’è uno scafo
bizantino spiaggiato a Bacino Grande, datato al radiocarbonio
tra il 770 e il 1020. Un patrimonio che potrà essere ammirato da
mare e da terra. L’area è, infatti, percorribile con passerelle,
totem e infopoint. In mare ci sono invece gli itinerari con la
segnaletica subacquea.
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