A 57 anni di distanza,
Caetano Veloso ha scoperto l’identità del sergente dell’esercito
brasiliano che nel 1969 gli permise di incontrare in carcere la
moglie Dedé Gadelha, violando le regole della detenzione per i
dissidenti politici. Si chiamava Vivaldo Bispo de Jesus e aveva
24 anni. La sua storia è stata ricostruita dal podcast “O
Sargento”, pubblicato dal portale Uol. Il 2 febbraio 1969,
quando il musicista era al 37esimo giorno di prigionia senza
accuse formali né una prospettiva di scarcerazione, il sergente
gli consentì di trascorrere un momento privato con la moglie
nella caserma della Brigata aviotrasportata di Vila Militar, a
Rio de Janeiro. Anni dopo, nel documentario “Narciso em Ferias”,
Caetano aveva ricordato quel gesto, rammaricandosi di non aver
mai saputo il nome dell’uomo che aveva definito un “angelo”.
Nato a Irará, nello Stato di Bahia, Vivaldo si era arruolato
nel 1965. Descritto dai familiari come rigoroso ma generoso,
aveva aiutato i parenti nei momenti di difficoltà. Si era
sposato nel 1969 e aveva avuto quattro figli. Nel 1987 era stato
collocato nella riserva dell’esercito per inabilità al servizio
attivo. Morì nel 1991, a 46 anni, per complicazioni legate al
diabete. La famiglia ha saputo solo recentemente del suo
gesto. Il sergente non seppe mai quanto quel breve incontro
fosse rimasto impresso nella memoria del musicista e nella
storia della cultura brasiliana. Veloso ha scritto alla vedova
per esprimere gratitudine, attribuendo alla discreta bontà di
Vivaldo una parte importante della propria vita.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA






