Ha preparato lo zaino per andare a scuola, una normale terza media di una normale scuola della provincia bergamasca, ma invece dei libri, dentro ha messo una pistola scacciacani e in tasca si è infilato un coltello, con tutta l’intenzione di utilizzarli. Poi ha acceso il telefono e, in diretta social, ha trasmesso l’orrore. quello che troppe volte si è visto in tv nelle scuole degli Stati Uniti e che in Italia, fino ad oggi, non si era ancora affacciato: l’accoltellamento della sua insegnante di francese.
Lo studente abita con la madre a Trescore Balneario da un anno, mentre il padre vive a Zandobbio, un altro comune della stessa zona. I servizi sociali non sarebbero mai stati allertati per lui e non risulta sia seguito per problemi né scolastici né comportamentali. Almeno fino a questa mattina quando ha indossato un paio di pantaloni militari, una maglietta rossa con la scritta ‘Vendetta’, e una imbracatura per lo smart phone in modo da poter filmare e trasmettere in diretta il suo attacco su Telegram. Il suo obiettivo era la sua docente di francese, la professoressa Chiara Mocchi, che ha ferito con diverse coltellate all’addome e al collo. Forse ha pianificato tutto per colpa di un brutto voto, o del risentimento per l’insegnante ‘colpevole’ di aver difeso un altro ragazzo con cui il tredicenne aveva discusso. Lo ha fatto con violenza, come fosse un videogioco, mentre lei urlava, con più colpi prima di cercare di scappare. Inutilmente perché è stato bloccato I carabinieri, dopo averlo accompagnato in caserma, hanno perquisito sia la casa trovando materiali che possono essere anche impiegati per costruire esplosivi, tra cui degli acidi e dei fertilizzanti. Come è già successo, anche questo, negli Stati Uniti, le sostanze sono state sequestrate e saranno analizzate nei laboratori scientifici dei carabinieri. Da quanto hanno raccontato studenti e genitori oggi fuori dalla scuola, sembra che il tredicenne non avesse mai dato particolari problemi di natura comportamentale. Portato in caserma, è stato sentito in audizione protetta: non imputabile per via dell’età inferiore ai 14 anni, potrebbe essere tuttavia disposto nei suoi confronti dalla Procura per i minorenni di Brescia – competente anche per la provincia di Bergamo – l’accompagnamento in una comunità protetta, anche a sua tutela.
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