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Home Cultura

Javier Bardem lascia impronte al Chinese Theatre, ‘Genocidio a Gaza ci riguarda tutti’

di Redazione Espresso Italia
17/06/2026
Javier Bardem lascia impronte al Chinese Theatre, ‘Genocidio a Gaza ci riguarda tutti’

(di Lucia Magi)
“Un attore deve parlare delle
ingiustizie subite da chi non ha voce. Il genocidio di Gaza e la
brutalità dei coloni in Cisgiordania inchiodano tutti noi alle
nostre responsabilità in questo momento della storia”. L’attore
Javier Bardem non perde occasione per parlare della Palestina ai
colleghi dello spettacolo e al mondo. L’ultima opportunità è il
palco allestito davanti allo storico Chinese Theatre
dell’Hollywood Boulevard, dove l’attore spagnolo ha lasciato le
impronte di piedi e mani, seguendo una tradizione nata per
sbaglio cento anni fa e che da allora ha immortalato i grandi
del cinema da Mary Pickford a Jack Lemmon, da Marilyn a Sofia
Loren, da Gregory Peck a Mastroianni.
   
“Non avrei mai immaginato di trovarmi qui a mettere mani e
piedi nel cemento”, ha scherzato Bardem salendo al leggio. “È un
onore far parte di questa straordinaria tradizione
hollywoodiana, essere incluso tra tanti artisti eccezionali che
hanno lasciato un segno duraturo nel cinema”, ha affermato il
premio Oscar per il ruolo di Anton Chigurh in ‘Non è un paese
per vecchi’ dei fratelli Coen.
   
Cinquantasette anni e 35 di carriera, Bardem ha lavorato con
Pedro Almodóvar, Bigas Luna, Julian Schnabel, John Malkovich,
Alejandro Amenábar, Woody Allen, Alejandro González Inárritu,
Sam Mendes, Ridley Scott. È stato candidato all’Oscar anche per
‘Prima che sia notte’ (2000), ‘Being the Ricardos’ e ‘Biutiful’
e ora ha vestito i panni di Max Cody nella serie Apple TV
ispirata a Cape Fear, di cui è anche produttore esecutivo.
   
A introdurlo durante la cerimonia, due maestri della regia:
Denis Villeneuve, con cui lo spagnolo torna al cinema a dicembre
per il terzo capitolo di Dune, e Michael Mann, che l’ha diretto
in Collateral.
   
“Non importa quanti Trump siano al potere o quanti agenti
dell’Ice ci siano per le strade. Tante persone da ogni angolo
del mondo continuano a venire a Los Angeles per le possibilità
che questa città rappresenta – ha dichiarato -. Anche nei
momenti difficili, quando la paura e la divisione si fanno più
forti della speranza, continuano a voler far parte di questa
comunità del cinema per le storie che raccontiamo e per
l’opportunità di condividerle”.
   
Bardem ha ringraziato per prima la madre Pilar, che da
attrice gli ha insegnato “a non sposarti mai con il successo o
con il fallimento, perché sono bugie. Se ti impegni in questa
carriera, devi farlo con disciplina, grinta e resistenza”.
   
Ma la lezione più importante della madre è stata “non
smettere mai di far sentire la tua voce per le ingiustizie
contro chi non viene ascoltato. Per questo continuo a denunciare
il genocidio a Gaza, insieme alla brutale violenza dei coloni in
Cisgiordania. Entrambi sono crimini che ci riguardano tutti in
questo momento della storia, e mi auguro semplicemente che, come
dicono Rami e Bassam (Bassam Aramin, palestinese, e Rami
Elhanan, israeliano, dell’organizzazione the Parents Circle)
‘scegliamo di costruire ponti piuttosto che scavare tombe’,
perché dobbiamo ricordarci che l’amore è sempre, sempre, sempre
più forte dell’odio”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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