La Pasqua del 2026 si preannuncia una delle più salate degli ultimi anni per i portafogli di chi viaggerà in auto lungo lo Stivale. Il caro carburanti si abbatte sulle tasche delle famiglie italiane con una stangata complessiva stimata in 1,3 miliardi di euro. I rincari di benzina e diesel al distributore, soprattutto in autostrada, porterà i costi delle traversate anche sopra i 300 euro tra andata e ritorno.
Le stime sono state realizzate da Codacons e Assoutenti, che hanno confrontato i listini dei carburanti alla pompa praticati durante le festività 2025 con quelli odierni.
Carburanti alle stelle a Pasqua 2026, quanto costano benzina e diesel
I dati più aggiornati indicano un nuovo aumento dei prezzi alla pompa proprio alla vigilia delle grandi partenze per le vacanze pasquali, principalmente lungo la direttrice Nord-Sud. La benzina in modalità self ha raggiunto una media di 1,777 euro al litro, mentre il diesel ha superato i 2,13 euro al litro sulla rete nazionale.
Il confronto con lo scorso anno evidenzia una parabola d’aumento decisamente diversa tra i due carburanti. Per la verde si assiste a un incremento più contenuto, intorno al +2-3%, mentre per il gasolio il rincaro è molto più accentuato: fino a +30% rispetto a Pasqua 2025.
Nel dettaglio, secondo il Codacons, un litro di diesel costa oggi 48,7 centesimi di euro in più rispetto alla Pasqua dello scorso anno, per un incremento di 24,35 euro a pieno. Per quanto riguarda la benzina, la maggiore spesa è di +2,35 euro a pieno.
Quanto costa viaggiare in auto: fino a 300 euro in più
L’effetto dei rincari dei rifornimenti è evidente soprattutto sulle lunghe percorrenze. Secondo l’analisi del presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, per alcune tratte i costi raggiungono soglie proibitive:
oltre 300 euro per viaggi come Milano-Catania o Torino-Reggio Calabria;
fino a 370 euro per tratte ancora più lunghe come Torino-Palermo;
circa 240 euro per un Milano-Lecce andata e ritorno.
Il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno evidenzia aumenti anche superiori a 70-80 euro per singolo viaggio, con picchi che superano gli 86 euro in più su alcune tratte.
Stando ai dati del Codacons e dei gestori autostradali, nella settimana di Pasqua circoleranno oltre 60 milioni di veicoli. Di questi, il 40% circa è alimentato a gasolio e il 41,4% va a benzina. Da qui, considerando la media di due pieni per viaggio, si può stimare un aumento complessivo da capogiro: 1,28 miliardi di euro in più rispetto alla Pasqua del 2025.
L’auto resta competitiva rispetto ad aerei e treni
Nonostante i rincari, la scelta di viaggiare in automobile si rivela in molti casi preferibile ai costi che invece si affronterebbero per spostarsi in aereo o treno. I dati mostrano infatti che, soprattutto nei giorni delle Festività pasquali, i biglietti per voli nazionali possono superare anche i 1.000 euro per una famiglia di tre persone.
La distanza rischia però di assottigliarsi nelle prossime settimane, soprattutto a causa dell’instabilità dei mercati energetici legata ai prezzi del petrolio. Gli scenari legati guerra in Medio Oriente, per quanto vicina possa essere a una conclusione negoziata, non lasciano presagire mesi felici per i consumatori europei.
A tutto questo si aggiunge il progressivo esaurimento degli effetti del taglio delle accise, rinnovato dal governo Meloni ma privo delle coperture necessarie per un’ulteriore proroga a maggio. Col prezzo del diesel stabilmente sopra i 2 euro al litro e una pressione costante sui mercati internazionale, il rischio è che i rincari si rivelino strutturali.










