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Le Borse europee chiudono la settimana in verde sulle speranze di pace

di Redazione Espresso Italia
13/06/2026
Le Borse europee chiudono la settimana in verde sulle speranze di pace

Ultima seduta della settimana positiva per le Borse europee, FTSE MIB compreso che nel corso della giornata ha anche battuto il nuovo massimo storico a 51.646 punti, sostenute dalle attese per un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran che potrebbe coinvolgere l’intera area del Golfo Persico, nonostante i segnali contrastanti delle ultime ore. L’agenzia di stampa iraniana Fars, citando una fonte vicina ai negoziati, ha affermato che le indiscrezioni sulla firma di un accordo con gli USA domenica a Ginevra sono false, mentre Hezbollah si è detto fiducioso che l’Iran insisterà affinché il Libano sia incluso in un accordo con gli Stati Uniti.
L’ottimismo interessa la maggior parte dei settori, con gli energetici penalizzati dal calo delle quotazioni di gas e petrolio. Si distingue in particolare il comparto turismo, favorito dalla svolta nelle trattative di pace: le prospettive di una riduzione del costo del carburante e di una normalizzazione dei viaggi sulle rotte mediorientali sostengono i titoli delle compagnie aeree e del turismo. In evidenza anche banche e costruzioni. Bene anche il settore auto, dopo che Stellantis, Volkswagen e Renault, che rappresentano circa il 60% della produzione automobilistica europea, hanno chiesto formalmente al Parlamento europeo normative che premino adeguatamente i produttori che localizzano la produzione e mantengono la progettazione dei veicoli nella regione.

I focus odierni
Si è continuato a commentare le scelte della BCE. L’aumento di 25 punti base di ieri non è né una sorpresa né l’inizio di un ciclo aggressivo, bensì un’operazione volta a calibrare le aspettative in un contesto in cui lo shock energetico legato al Medio Oriente comincia a diffondersi oltre i prezzi direttamente interessati. Joachim Nagel (Bundesbank) ha però utilizzato in mattinata un tono piuttosto restrittivo, sostenendo che la banca sarebbe pronta ad alzare anche a luglio i tassi se necessario, evento a cui il mercato assegna a oggi una probabilità piuttosto bassa.
Il vero focus è stato però sulla maxi IPO di SpaceX, che funge da termometro critico della propensione al rischio globale, in un contesto di valutazioni già elevate nel settore dell’intelligenza artificiale. Una domanda superiore di oltre quattro volte all’offerta, per un’operazione record (75 miliardi di dollari raccolti, circa 1.800 miliardi di dollari di valutazione), suggerisce che la liquidità rimane abbondante e che il contesto di “risk-on” non è stato ancora messo in discussione dalla normalizzazione monetaria o dalle tensioni geopolitiche. Alla chiusura dei mercati europei l’azione non aveva ancora battuto il primo prezzo e le indicazioni di interesse da parte degli operatori mostravano un prezzo di apertura intorno ai 162 dollari per azione, in calo rispetto ai 175 dollari inizialmente previsti, ma comunque in aumento del 20% rispetto al prezzo di IPO di 135 dollari.

Listini europei e titoli italiani
Tra i listini europei effervescente Francoforte, con un progresso dell’1,76%, incandescente Londra, che vanta un incisivo incremento dell’1,63%, e in primo piano Parigi, che mostra un forte aumento dell’1,83%.
Pioggia di acquisti sul listino milanese, che porta a casa un guadagno dell’1,97% sul FTSE MIB; sulla stessa linea, chiude con il vento in poppa il FTSE Italia All-Share, che arriva a 54.229 punti. Su di giri il FTSE Italia Mid Cap (+2,8%); sulla stessa linea, effervescente il FTSE Italia Star (+1,64%).
In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo Buzzi (+5,67%), Mediobanca (+4,59%), STMicroelectronics (+4,52%) e Intesa Sanpaolo (+4,30%). Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Moncler, che ha chiuso a -3,75%. Soffre DiaSorin, che evidenzia una perdita del 2,92%. Preda dei venditori Avio, con un decremento del 2,65%. Si concentrano le vendite su ENI, che soffre un calo del 2,25%.
Al Top tra le azioni italiane a media capitalizzazione, Cementir (+8,53%), Zignago Vetro (+8,34%), Credem (+6,33%) e Maire (+6,20%). Le peggiori performance, invece, si sono registrate su El.En, che ha chiuso a -1,44%. Sostanzialmente debole Pharmanutra, che registra una flessione dell’1,08%. Si muove sotto la parità Carel Industries, evidenziando un decremento dell’1,01%. Contrazione moderata per RCS, che soffre un calo dello 0,95%.

A cosa guardare la settimana prossima
Dopo la BCE questa settimana, la prossima sono in programma diverse riunioni di banche centrali, con l’appuntamento più atteso rappresentato senza dubbio dalla Fed nella prima riunione presieduta dal nuovo governatore Warsh. Non sono attese variazioni dei tassi, ma il meeting sarà importante soprattutto per cogliere l’impostazione che Warsh intenderà dare alla banca centrale e la sua posizione in un contesto caratterizzato da persistenti pressioni inflattive. Tra le altre riunioni in calendario spicca quella della BoJ, prevista per martedì, da cui è atteso un rialzo dei tassi di 25 punti base. Giovedì sarà invece la volta della BoE, da cui non sono attesi cambiamenti dei tassi, anche se potrebbero emergere segnali in vista di possibili futuri rialzi. Tra banche centrali minori, attesi tassi invariati martedì dalla banca centrale australiana (RBA), mercoledì da quella svedese (Riksbank) e giovedì dalla banca centrale svizzera (SNB).
Sul fronte macroeconomico, non sono attesi dati di particolare rilievo. Negli Stati Uniti, mercoledì saranno pubblicate le vendite al dettaglio di maggio, mentre nell’area euro uscirà nello stesso giorno il wage tracker della BCE, l’indicatore sviluppato per monitorare l’andamento dei salari nell’area. Sempre mercoledì è atteso anche il dato sull’inflazione del Regno Unito, mentre venerdì sarà la volta dell’inflazione giapponese.
Per quanto riguarda la geopoltica, salvo sorprese nel weekend sulla pace in Medio Oriente, lunedì prenderà il via in Francia il vertice del G7, che si concluderà il 17 e che assume particolare rilevanza alla luce di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran. Nel corso del vertice, i leader del G7 potrebbero inoltre fare pressione su Trump affinché sostenga una missione a guida europea per lo sminamento dello Stretto di Hormuz.

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