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Recupero crediti, bollette e mutui nel mirino: la mappa dei debiti degli italiani

di Redazione Espresso Italia
27/05/2026
Recupero crediti, bollette e mutui nel mirino: la mappa dei debiti degli italiani

Il recupero crediti in Italia ha raggiunto livelli record, restituendo al sistema economico una liquidità pari all’1% del Pil nazionale. A dirlo è il XVI rapporto di Unirec, realizzato con Nomisma e pubblicato a maggio 2026. Dietro questo fenomeno ci sono milioni di bollette non pagate, rate di mutui sospese, prestiti personali in sofferenza, canoni e finanziamenti rimasti inevasi. Ma c’è anche un cambiamento strutturale: il debito non è più un evento straordinario, bensì una componente ordinaria della gestione economica di famiglie e imprese.

Recupero crediti, milioni di pratiche in Italia
Secondo il report, nel 2025 sono state affidate alle società di recupero crediti 51,8 milioni di pratiche, il 12% in più rispetto al 2024 e il dato più alto degli ultimi sei anni. Il valore complessivo di questi crediti ha raggiunto i 188 miliardi di euro, equivalenti all’8,3% del Pil italiano.
Il 69% delle pratiche affidate alle società di recupero riguarda infatti nuclei familiari, contro il 31% riferito alle imprese. Questo significa che quasi sette casi su dieci riguardano cittadini comuni alle prese con difficoltà finanziarie quotidiane.
Perché si indebitano le famiglie italiane
Negli ultimi anni l’inflazione ha eroso il potere d’acquisto, mentre il rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Banca centrale europea ha aumentato il costo del denaro. Tradotto nella vita reale significa mutui più pesanti, prestiti più costosi e una maggiore difficoltà nel rispettare le scadenze.
A questo si è aggiunto il caro energia, che ha inciso soprattutto sulle utenze domestiche: luce e gas sono tornati a rappresentare una delle voci più problematiche nei bilanci familiari. Le bollette, infatti, sono oggi tra i crediti più frequentemente affidati alle società di recupero. Chi ha sottoscritto un mutuo variabile ha visto crescere la rata mensile anche di centinaia di euro. Un incremento che, per molte famiglie, ha significato il passaggio da una gestione sostenibile a una situazione di sofferenza. Inoltre, automobili, elettrodomestici, viaggi e acquisti rateizzati hanno sostenuto i consumi negli ultimi anni, ma oggi molte famiglie si trovano a gestire una somma di micro-finanziamenti che diventa difficile da sostenere.
Recuperati 22 miliardi di euro
Mentre i debiti crescevano, nel 2025 le società specializzate hanno recuperato 22,3 milioni di pratiche, il 15% in più rispetto al 2024. Gli importi incassati hanno raggiunto 22 miliardi di euro (circa l’1% del Pil italiano appunto), con un aumento del 5%.
Nello stesso periodo, ogni addetto ha gestito in media 4.615 pratiche, il 15% in più rispetto all’anno precedente (grazie anche al ricorso ai sistemi digitalizzati). Automazione, intelligenza artificiale, strumenti predittivi e segmentazione dei portafogli hanno reso il recupero più rapido ed efficiente. Le attività standardizzate vengono ormai gestite da software, mentre gli operatori umani intervengono nei casi più complessi. Questo modello migliora i risultati, ma apre anche nuove sfide: la sostenibilità dei carichi di lavoro e la necessità di figure sempre più specializzate.
La mappa del debito, regione per regione
Per numero di pratiche di recupero crediti, nel 2025 la Campania ha superato la Lombardia: 6,4 milioni contro 6 milioni. Il territorio lombardo resta comunque il primo per valore economico dei crediti affidati, pari a 29,8 miliardi di euro.
Completano la top five:

Lazio;
Sicilia;
Emilia-Romagna.

In queste cinque regioni si concentra la maggior parte dei crediti affidati. Tuttavia, nel Mezzogiorno pesa maggiormente la fragilità reddituale e l’alta incidenza di piccoli debiti diffusi. Nel Nord prevalgono esposizioni economiche più elevate, spesso legate a imprese, attività produttive e mutui di importo superiore.

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