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Home Economia Italiana

Risiko bancario, la BCE bacchetta Berlino: De Guindos difende l’offerta UniCredit

di Redazione Espresso Italia
12/05/2026
Risiko bancario, la BCE bacchetta Berlino: De Guindos difende l’offerta UniCredit

Il diverbio politico-finanziario tra Roma e Berlino sul dossier UniCredit-Commerzbank registra una svolta significativa con l’intervento del vicepresidente uscente della Banca centrale europea, Luis de Guindos, che in un’intervista al Financial Times ha apertamente censurato la posizione del governo tedesco sull’offerta pubblica di scambio lanciata dall’istituto di Piazza Gae Aulenti.

Le parole di De Guindos al FT
“Il problema principale di questo tipo di messaggi nazionali è che minano la credibilità dell’unione dei risparmi e degli investimenti. È molto difficile per i governi sostenere di essere favorevoli all’Unione dei risparmi e degli investimenti se poi dicono: ‘No, siamo contrari a questa specifica operazione’”, ha dichiarato il banchiere centrale spagnolo in una delle sue ultime esternazioni prima della conclusione del mandato, prevista per giugno. Secondo De Guindos, l’intervento dei governi nelle decisioni aziendali è comune e rappresenta una tendenza più ampia nell’Ue, ma questo atteggiamento è contrario allo spirito del mercato unico.
Il contesto resta incandescente
UniCredit ha costruito una partecipazione complessiva del 35,55% nel capitale della seconda banca quotata tedesca, fra azioni detenute direttamente e posizioni in derivati, lanciando un’Offerta pubblica di scambio “non sollecitata” che offre 0,485 nuove azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank ed un premio piuttosto limitato, valutando l’istituto oltre 35 miliardi di euro. La dirigenza di Commerzbank si è di nuovo opposta con forza all’operazione, ribadendo che sottovaluta il valore della banca e così il cancelliere Friedrich Merz che ha accusato la banca italiana di tattiche “ostili” e “aggressive”.
La posizione dell’Eurotower assume un peso istituzionale rilevante
Interrogato sull’opportunità di procedere con l’accordo, De Guindos ha replicato che la raccomandazione della BCE è “considerare l’area euro come un’unica giurisdizione con libera circolazione di capitali e azioni e un sistema comune di garanzia dei depositi”.
Sul piano industriale, il banchiere ha definito il settore bancario tedesco “molto frammentato” e da modernizzare per affrontare “grandi” sfide economiche, mentre istituti di maggiori dimensioni potrebbero ottenere economie di scala, valutazioni più elevate e finanziamenti meno costosi, dando vita a “una vera grande banca europea” capace di competere con quelle statunitensi. La posizione di Francoforte è stata rafforzata anche dall’intervento del membro del comitato esecutivo Piero Cipollone, secondo cui le acquisizioni transfrontaliere “dovrebbero essere più semplici”, perché rendono tutti più forti. Forte di questa posizione, il numero uno di UniCredit Andrea Orcel è atteso oggi a un incontro con la responsabile della concorrenza Ue Teresa Ribera e la commissaria ai servizi finanziari Maria Luis Albuquerque.

Reazione dei mercati
La presa di posizione della BCE viene accolta favorevolmente dagli operatori. Il titolo UniCredit scambia in rialzo dello 0,78% in area 71,05 euro, mentre Commerzbank avanza dell’1,10% a 35,99 euro sulla piazza di Francoforte. Sui listini, il FTSE MIB sale dello 0,38% sopra quota 49.470 punti, mentre il DAX cede lo 0,20% in scia alle incertezze macroeconomiche sulla locomotiva d’Europa. Il messaggio dell’Eurotower, di fatto, sposta l’asse del dibattito dalla difesa degli interessi nazionali alla coerenza dell’architettura del mercato unico, in una fase in cui anche la Commissione europea ha rivisto l’approccio alle concentrazioni per favorire la nascita di campioni continentali.

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