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Home Mondo Economia

Berlino respinge ancora l’ops su Commerzbank ma Unicredit avanza

di Redazione Espresso Italia
17/06/2026
Berlino respinge ancora l’ops su Commerzbank ma Unicredit avanza

Berlino non cede e respinge ancora l’offerta di Unicredit su Commerzbank ma Gae Aulenti avanza e, chiusa la prima parte dell’offerta a mezzanotte, si prepara per i conteggi definitivi che saranno diffusi venerdì 19 giugno. Nel frattempo dai numeri parziali emergono, dopo sei settimane di ops, adesioni per il 12,91%. Con il 26,77% già in possesso il gruppo guidato da Andrea Orcel che si era dato l’obiettivo di superare il 30% del capitale, arriva a detenere in azioni il 39,18% dell’istituto tedesco. E può crescere ancora.

“L’accettazione dell’offerta era già economicamente fuori discussione, poiché questa non prevede un premio adeguato rispetto all’attuale quotazione delle azioni Commerzbank” è la comunicazione dell’Agenzia federale delle finanze che gestisce il pacchetto azionario dello Stato federale, che con il 12,7% è il secondo maggiore azionista della banca tedesca. A prendere le decisioni sulla gestione della partecipazione è un comitato direttivo, di cui fanno parte rappresentanti della Cancelleria e dei ministeri delle Finanze, dell’Economia e della Giustizia. Il comitato sostiene “la strategia di autonomia della Commerzbank e respinge l’approccio aggressivo di Unicredit”, ha spiegato l’Agenzia delle Finanze nel ricordare che, peraltro, Commerz svolge “un ruolo importante nel finanziamento dell’economia e delle piccole e medie imprese tedesche”. Inoltre, in quanto importante datore di lavoro, è “fondamentale per la piazza finanziaria di Francoforte. Entrambe queste cose devono essere garantite anche in futuro” chiosano dall’Agenzia il cui atteggiamento è coerente con quanto già evidenziato, tanto dai vertici di Commerz quanto del consiglio di fabbrica che si è rivolto anche alla Procura di Francoforte. La presa di posizione tedesca è arrivata nel momento in cui, dopo settimane di sconto, l’offerta ha cambiato registro con un un premio che in Borsa punta verso il 4%.

Alla chiusura a Piazza Affari Unicredit ha segnato un rialzo del 4,17% a 77,68 euro. Questo significa che il valore corrente dell’offerta sulle azioni Commerzbank è pari a 37,67 euro mentre le azioni dell’istituto tedesco sono passate di mano a 36,3 euro (+0,25% sul Dax). Un’inversione di rotta che in qualche modo ha sconfessato le richieste, anche recenti, di un rilancio arrivate da più parti ma, soprattutto, dalla ceo della banca tedesca, Bettina Orlopp le cui vie d’uscita si fanno sempre più strette. Unicredit può contare, peraltro, su un’esposizione potenziale del 55,59%, percentuale che comprende oltre alle azioni, il 13,19% di derivati cash e il 3,22% in strumenti convertibili in azioni. Una riserva, quest’ultima, utilissima in caso di necessità. Anche le due settimane supplementari, comprese tra il 20 giugno e il 3 luglio saranno una partita tutta da giocare con la lente sempre più orientata anche sulle mosse delle banche d’affari come Nomura, Citi, Morgan Stanley e BoFa. Per capire come andrà a finire bisognerà attendere l’8 luglio con i conteggi conclusivi ma certo Unicredit, giorno dopo giorno, è sempre più vicina a Commerzbank. I numeri poi diranno quando, come e se ci sarà una fusione.

Orcel l’ha spesso detto in questi mesi che non c’è fretta ma che un’integrazione, non è solo, un valore per la Germania che ha un mercato frammentato, ma lo è anche per l’Europa tutta dove servono banche più grandi per competere con i giganti statunitensi. Ci vorrà tempo. L’obiettivo prima è che Commerzbank sia adeguatamente rafforzata e trasformata. I prossimi mesi saranno cruciali con l’attesa, presumibilmente per settembre, del via libera della Bce a Unicredit a salire oltre il 29,9%. Passo dopo passo, per arrivare poi, al 2027 e affrontare il nodo della governance.

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