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Vannacci prepara la Costituente e i suoi pungono, ‘Meloni ci ha fatto un regalo’

di Redazione Espresso Italia
13/06/2026
Vannacci prepara la Costituente e i suoi pungono, ‘Meloni ci ha fatto un regalo’

Il generale si prepara alla Costituente di Futuro nazionale in un clima rovente. Dopo l’attacco della premier in Aula, i vannacciani raccontano di una premier “sotto pressione” e pungono: “Meloni ci ha fatto un regalo”.
Mentre i partiti di centrodestra tengono il punto. E in una telefonata tra leader, definiscono una ‘linea comune’ per l’assemblea targata FnV. La presidente del Consiglio, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi – tutti invitati alla kermesse – decidono di non partecipare direttamente né con prime linee. Ma preferiscono inviare delegazioni composte da segretari romani o da esponenti locali. Una presenza che – sottolineano fonti qualificate – non rappresenta necessariamente un’apertura verso il partito di Roberto Vannacci.
È certo, però, che dopo lo scontro parlamentare, il generale continua ad agitare i partiti di centrodestra. Che non ignorano l’appuntamento ma scelgono, al tempo stesso stesso, di non dargli troppa importanza. All’assemblea, insomma, non sono previsti big. I deputati targati FnV tra qualche ora apriranno le porte di un Auditorium della Conciliazione, dove si prevede il “tutto esaurito”, a circa 1500 delegati del partito da tutta Italia.
E saranno loro i protagonisti della kermesse che segnerà ufficialmente la nascita della creatura politica di Vannacci. “Studenti, braccianti, operai, professionisti, al centro della scena il popolo che costruisce il partito dal basso”, spiegano gli animatori di Futuro Nazionale, alle prese con gli ultimi dettagli. Sarà il generale a concludere la due giorni romana che definirà la struttura del partito, con tanto di esecutivo nazionale e programma. Famiglie, imprese e scuola, almeno, tra i punti che si andranno ad aggiungere ai cavalli di battaglia per una linea programmatica a 360 gradi.
E c’è chi prova a buttare giù degli slogan: “il problema è l’Europa, la soluzione è l’Italia”. I vannacciani si propongono così di essere la “spina nel fianco” del centrodestra. “Siamo sempre disponibili come interlocutori – è lo spunto condiviso dai fondatori – ma a partire dalla linea rossa che tracceremo con la Costituente”.
Parole che, all’indomani dello scontro parlamentare con la premier, suonano come un “mai dire mai”. Quando le dichiarazioni a microfoni aperti sono poche, ma la tensione nel centrodestra resta alta. In un’intervista, il responsabile Organizzazione di FdI Giovanni Donzelli insiste: “spaccano il centrodestra per aiutare la sinistra a vincere”.
E sul perimetro della coalizione, aggiunge: “se continuano a votare come la Schlein, Boldrini e Ricciardi, mi sembra evidente la scelta che hanno fatto”. Dello stesso avviso il vicesegretario della Lega Claudio Durigon, secondo cui è stato Vannacci a “mettere un muro” non votando la fiducia. “Il centrodestra esiste dal ’96 e chi vuole fare consenso da fuori non può pensare di entrare dalla porta di servizio”, l’affondo del leghista.
Ma i vannacciani non ci stanno e replicano con vigore, mettendo ancora una volta la premier nel mirino. “Evidentemente è sotto pressione da parte dei Salvini di turno”, attacca il deputato Edoardo Ziello. Che insiste: “vuole costruire lo stesso cordone sanitario, intorno a Futuro Nazionale, che il suo amico Merz ha fatto nei confronti di Afd in Germania”. Ad agitare i partiti di maggioranza, ancora altri ingressi in Fnv, da Bolzano a Pavia. E le maggiori preoccupazioni si registrano nelle file della Lega, dove sempre Durigon rilancia l’idea del segretario Salvini al Viminale. “Sul tema della sicurezza potrebbe incidere molto di più”, spiega.
Mentre, dentro al partito, resta aperto il fronte con i governatori. Con Attilio Fontana che insiste sulla figura di Luca Zaia per andare avanti nel progetto della doppia Lega sul modello della Cdu tedesca.

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