Diffondere i valori della cultura
italiana e promuovere la conoscenza della lingua e del
patrimonio culturale del paese nel mondo: sono i principali
obiettivi del protocollo d’intesa siglato oggi dal Ministro
della Cultura Alessandro Giuli e dal Presidente della Società
Dante Alighieri Andrea Riccardi a Palazzo Firenze, già residenza
medicea e sede da circa un secolo della Società dal promuove la
lingua e la cultura italiane nel mondo dal 1889. L’accordo si
basa su un programma di azioni volte a promuovere l’identità
italiana non solo intesa come eredità culturale ma, osserva
Riccardi, “come proiezione del futuro” in settori che vanno
dalle arti all’archeologia, dallo spettacolo dal vivo al cinema
e all’audiovisivo, con iniziative come il ‘Passaporto della
Cultura’, che consente a studenti meritevoli della Dante
all’estero di accedere gratuitamente ai principali musei
italiani. “E’ un piccolo popolo il nostro – spiega il presidente
della Società – con una diffusione che comprende 480 comitati
nel mondo , ciascuno con una propria scuola, 80 scuole di
italiano, 500 centri di certificazione, 100 presidi letterari”.
Non è tra le lingue più diffuse ed è parlata in un paese
medio-piccolo ma, osserva Riccardi, “noi ci accorgiamo che c’è
una grande domanda di italiano: c’è una simpatia per il nostro
paese, per la nostra cultura, per il nostro vivere. Noi diciamo
che lavoriamo per l”italsimpatia’”. Lingua parlata e lingua
scritta: il Protocollo riserva particolare attenzione al libro e
all’editoria italiana, attraverso le iniziative organizzate per
il “Dantedì” del 25 marzo, i Presìdi letterari e la
partecipazione alle fiere internazionali di settore. E, ancora,
si punterà alla valorizzazione all’estero dei borghi di
interesse storico-culturale con l’obiettivo di promuovere il
patrimonio diffuso, attirare investimenti culturali nelle aree
interne e diversificare i flussi turistici. Insomma, come
sottolinea Giuli, il protocollo d’intesa tra Mic e Società Dante
Alighieri “non sarà un contenitore di buone intenzioni, lo
vogliamo riempire di contenuti con la promozione della lingua
italiana non solo all’estero perché si tratta di pensare anche a
noi stessi e al fabbisogno internazionale dell’italiano”
nell’ottica della risposta alla domanda su “chi siamo e cosa
vogliamo essere”, L’accordo quindi non è da intendere solo come
un presidio culturale “che pure vogliamo promuovere, conservare,
tutelare ma come uno strumento di relazione: la lingua italiana
– ha sottolineato Giuli – è essenzialmente l’erede del latino,
una lingua che si è sedimentata nell’arco del tempo come una
lingua aperta. Aperta ai popoli, aperta al dialogo e a un
confronto dove respira la lingua italiana e respira il dialogo,
respira l’integrazione, il genio della lingua e tutti i geni del
luogo tendono a incontrarsi”.
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