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Torna la Notte della Taranta, tra musica popolare e libertà

di Redazione Espresso Italia
22/08/2026
Torna la Notte della Taranta, tra musica popolare e libertà

Una cultura dall’identità “imperfetta” perché plasmata da un mare solcato, attraversato da popoli che l’hanno sporcata rendendola una “commistione”. Un palcoscenico che ha le radici nella storia popolare del Salento, che si lascia guidare dalle vie del Mediterraneo e che celebra gli 80 anni di una Repubblica nata sul sangue, tributo di partigiani e antifascisti che lottarono per difendere la libertà della loro terra. La Notte della Taranta, che domani a Melpignano (Lecce) attende di festeggiare la pizzica salentina, per la sua 29/a edizione vuole stupire, emozionare ma anche raccontare di chi si vuole opporre alle ingiustizie legate ai luoghi in cui è radicato. E a narrarlo in musica è il brano inedito firmato dal maestro concertatore, Ermal Meta.
Il titolo è “Nu simu nienti” ovvero “Non siamo niente” e racchiude “un messaggio rivolto a quello che sta accadendo adesso, troppo più spesso, nel mondo” quando “grandi poteri cercano di impossessarsi della terra che appartiene a delle persone semplici, per distruggerla quando non ce n’è bisogno”, ha spiegato Meta che ha anche riarrangiato l’inno di Mameli con cui si aprirà la serata. “Da quel 2 giugno, figli di partigiani e di antifascisti coinvolti in quella scelta (referendaria, ndr) scesero in strada e nei teatri perché avevano compreso che quella scelta aveva l’odore della libertà”, ha detto il presidente della fondazione Notte della Taranta, Massimo Bray, chiarendo che “Ermal ha preparato l’Inno in modo strumentale come omaggio a questi 80 anni”.
Anni trascorsi anche nella musica e che la Taranta ha abbracciato, cambiato e internazionalizzato. Il concertone “ha saputo rinnovarsi trasformando il linguaggio tradizionale musicale in linguaggio contemporaneo, capace di parlare a generazioni diverse. Sa raccontare le radici ma guarda al futuro”, ha sottolineato Roberto Sergio, direttore generale della Rai, definendo la Notte della Taranta, che sarà trasmessa in diretta su Rai 3 e per la prima volta in Eurovisione, “una festa popolare che parla a un pubblico vasto”. Che sarà accontentato perché “ce n’è davvero per tutti i gusti”, ha assicurato Meta.
Degli ospiti, Alessandra Amoroso canterà “Santu Paulu che è una delle canzoni bandiera della Notte della Taranta ed è travolgente” – ha proseguito Meta -. Welo, artista del Leccese, “farà ‘Core meu’, dove ci sarà anche del rock and roll”. Spiccano poi “la drammaticità straordinaria” di Maria Mazzotta, la verve di Giulia Vecchio a cui toccherà L’acqua de la funtana, e Levante con Beddha ci dormi “in una versione lirica bellissima”, ha aggiunto il maestro concertatore senza dimenticare “Gisela João che è una grande cantante di fado”, genere musicale portoghese. “Sento che c’è qualcosa nell’incontro tra fado e musica del Salento”, le parole di João secondo cui la “pizzica è più fisica, più corporea, mentre il fado è più raccolto ma entrambi nascono dalla vita della gente, parlano di amore, dolore, e nostalgia. Sono modi diversi di raccontare quello che abbiamo dentro”.
È dalle vite, dai sogni, dai dolori che nasce la musica salentina che la Notte della Taranta valorizza con orchestrali e ballerini. “Credo sia il patrimonio immateriale più importante che abbiamo nella nostra regione e abbiamo il dovere di custodirlo, non però come un simulacro del passato, ma come una realtà viva da passare alle nuove generazioni”, la promessa del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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